L'insonnia

 

 

<<Stanotte non sono riuscito a prendere sonno, mi giravo e rigiravo...>>. A chi non è mai capitato? Bene, ma se capitasse spesso? Allora, si comincerebbe a parlare di insonnia.

Questo fenomeno è così diffuso che è diventato oggetto di indagini medico-scientifiche approfondite, accertando che in Italia ne soffrono circa 15 milioni di soggetti e nel mondo circa il 40% della popolazione.
L'insonnia è una vera e propria patologia spesso difficile da vincere e che molte volte richiede trattamenti e cure prolungati.
Chi soffre d'insonnia non deve prendere la cosa alla leggera perché anche se non è definita come una vera e propria malattia, è senza dubbio il sintomo di un altro disturbo più profondo che investe la personalità stessa dell'individuo.
L'insonnia è l'incapacità di raggiungere la quantità di sonno necessaria ad ognuno di noi.
L'insonnia, che un tempo era un disturbo tipico degli anziani, oggi è diventato un fenomeno di ampie proporzioni che interessa tutte le fasce di età degli adulti anche sotto i trent'anni. Lo stress, i ritmi frenetici della vita quotidiana, la competitività esasperata, sono fra gli indiziati principali quali cause dell'instaurarsi di una cronica situazione d'insonnia che portano ad una generale debolezza e fragilità psicofisica, perché le energie perdute non vengono adeguatamente reintegrate.
Quando l'insonnia si presenta ogni notte e in modo continuativo, allora il normale andamento della vita quotidiana è alterato e l'efficienza dell'individuo è compromessa, con una situazione diurna di disagio generalizzato. Alcune volte la comparsa di una situazione patologica non è tanto connessa al fatto di passare la notte in bianco quanto al fatto di sentirsi stanchi, nervosi e irritabili durante la giornata seguente, con un calo della concentrazione e della prestazione lavorativa. È oltremodo accertato che un'eccessiva preoccupazione di vivere un'altra notte insonne può determinare un carico di stress maggiore della oggettiva mancanza di sonno stesso. Bisogna assolutamente evitare di entrare in quello stato d'animo noto come "ansia anticipatoria", per cui si comincia ad attendere in modo ansioso che il sonno arrivi, con la conseguenza di ritardare sempre di più il momento dell'addormentamento o, peggio, di allontanarlo definitivamente. Studi autorevoli hanno dimostrato che la privazione totale di sonno porta a sintomi psicotici in individui del tutto sani; mentre se il periodo d'insonnia va a sopprimere solo la fase REM possono addirittura comparire allucinazioni visive e uditive.
E' stato anche accertato che un numero insufficiente di ore di sonno porta all'abbassamento delle difese immunitarie, e di una conseguente predisposizione a malattie come influenza, rinofaringiti, orecchioni, fino all'epatite e addirittura all'Aids, nonché maggiore vulnerabilità alle infezioni. Infatti quando una persona è influenzata è naturalmente portata ad aumentare le sue ore di sonno perché in tal modo il nostro corpo aumenta la produzione di alcuni ormoni e difese immunitarie.
L'insonnia oltre a rappresentare una causa di stress, spesso ne è anche l'effetto. È il campanello d'allarme che ci segnala che la nostra vita ha qualcosa che non va. L'insonnia può essere cronica e durare parecchi anni, oppure intermittente causando ansietà e crisi psicologiche. Può, poi, manifestarsi con modalità differenti: alcune persone si girano e rigirano nel letto per ore prima di poter chiudere gli occhi; altri hanno risvegli continui ad intervalli regolari nel cuore della notte; altri ancora si svegliano alle prime luci dell'alba e non riescono più ad addormentarsi.
Il caso degli anziani che si lamentano di soffrire d'insonnia ha una particolarità: essi hanno un sonno molto più leggero del normale e sono portati a continui risvegli notturni e ad alzarsi alle prime ore del mattino, in quanto hanno l'abitudine del pisolino pomeridiano che li mette in condizione di avere meno bisogno di ore di sonno la notte.

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